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Mediazione linguistica e i suoi sbocchi: scopri quali professioni puoi ricoprire.

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La capacità di comprendere e parlare lingue diverse dalla propria è da sempre un “plus” in ogni ambito lavorativo. Il mercato e l’economia da tempo non sono più circoscritti ad una singola nazione, ma hanno aperto i loro confini creando un sistema economico globale. Ed è proprio in un contesto come questo che ci si rende conto dell’importanza delle lingue straniere e della buona comunicazione.

Il settore della moda è un settore “poliglotta”, potremmo dire. La sua comunicazione si basa sul visual, sulle emozioni, sul linguaggio del corpo, creando così una sorta di lingua universale capita e parlata da tutti. Ma per arrivare a questo risultato serve una comunicazione più razionale, una comunicazione che mette in contatto più persone, totalmente diverse tra loro e provenienti da differenti angoli del pianeta.

Ecco perché chi conclude un percorso di studi in Mediazione Linguistica può avere la stoffa e la giusta “mano di carte” per entrare a far parte di questo mondo.

“Quali professioni posso ricoprire con una laurea in Mediazione Linguistica?”

È possibile uscire dal seminato e crearsi una carriera differente dall’interprete, mediatore linguistico o traduttore? La nostra risposta è sì. Come abbiamo accennato precedentemente, le lingue sono una risorsa preziosa per ogni settore produttivo che lavora e comunica con l’estero. Per questo motivo è necessario sfruttarle per migliorare la presenza aziendale sul mercato, per stringere collaborazioni e per portare a termine trattative commerciali importanti.

Nell’ambito moda ci sono diverse carriere professionali che si possono perseguire con una laurea in Mediazione Linguistica. Basta approfondire le proprie conoscenze nella materia specifica, e le basi sono pronte. Ma vediamo nel dettaglio quali professioni si possono scegliere nel settore del fashion.

  • Brand Manager. Questa figura si occupa di sviluppare la comunicazione e le strategie di marketing da perseguire per migliorare continuamente l’immagine del brand, o di uno specifico prodotto. Specialmente nelle grandi aziende di moda, questo comporta la collaborazione con diverse figure collaterali e con attori esterni all’azienda, spesso internazionali. La conoscenza delle lingue è, pertanto, un tassello necessario per diventare Brand Manager. C’è un motivo, infatti, se tutti i master di Milano Fashion Institute sono erogati in lingua inglese.
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  • Social Media Manager. La comunicazione online è indispensabile al giorno d’oggi, ed è forse uno dei motori di vendita più influenti nel mercato della moda. Basti pensare al peso che hanno oggi gli Influencer in questo settore. La figura del Social Media Manager, dunque, non ha solo il compito di creare una strategia di marketing efficace sui vari canali social, ma anche di intessere collaborazioni esterne con figure professionali, sia nazionali che internazionali. Gli obiettivi possono essere diversi: accrescere la notorietà del brand, accrescere il senso di fiducia nei confronti del brand, incrementare le vendite di un determinato prodotto e via dicendo.
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  • Product Manager. Attento ad ogni parte che comprende la vita del prodotto, dallo sviluppo, allo studio e ricerca dei materiali, alla creazione, fino ad arrivare alla comunicazione e alla vendita. Il Product Manager si occupa del prodotto e di tutto ciò che ruota attorno ad esso. La comunicazione per questa figura è indispensabile: per creare rapporti duraturi e di fiducia con i fornitori, per gli aggiornamenti periodici con colleghi e collaboratori esterni, per apportare modifiche alla comunicazione finale del prodotto.
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  • Event Manager. E poi c’è l’Event Manager, colui che lavora all’organizzazione di eventi specifici nel settore di riferimento. Il fashion è intriso di eventi di ogni genere, eventi che richiedono sforzi significativi su molti fronti diversi. Per questo l’Event Manager non è mai solo, ma ha un team di professionisti, accuratamente scelti, che lo aiutano a creare eventi di grande impatto. Anche in questo caso la conoscenza delle lingue è un fattore determinante, insieme a tutte le soft skill e le competenze acquisite con studi specifici di planning e di moda.
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Mettere a frutto le competenze linguistiche in ambito moda

Di certo una solida base linguistica apre le porte a diversi tipo di professioni. Se si vuole ricoprire una professione di tipo manageriale nel settore della moda, però, le lingue non sono sufficienti. A queste è sicuramente necessario affiancare un corso di studi specifico, in grado di fornire tutte le nozioni teoriche e pratiche per lavorare in un ambito complesso come questo.

Milano Fashion Institute, per esempio, offre diversi percorsi da poter seguire. Vi sono i master professionalizzanti della durata di circa un anno, comprensivi di lezioni frontali in aula con docenti autorevoli provenienti dai tre migliori atenei di Milano, di workshop e attività progettuali in gruppo, ma soprattutto di stage sul campo nelle migliori aziende di moda italiane e internazionali. Poi vi sono i corsi brevi, pensati per formare in maniera specifica e mirata su determinate tematiche legate al mondo della moda. E poi vi sono i seminari: giornate immersive, che accompagnano lo studente all’interno dei meccanismi nascosti della moda, del lifestyle e delle strategie delle fashion company.

In base al proprio tipo di conoscenza e formazione, è possibile scegliere il percorso più idoneo. Così da acquisire tutte le nozioni e le abilità necessarie per poter intraprendere una carriera da Brand Manager, da Product Manager o da Event Manager.

Per avere informazioni relative ai nostri corsi e master professionalizzanti, puoi contattarci ai recapiti che trovi sulla pagina dedicata. Se conosci già i nostri master e vuoi provare ad accedervi, puoi scaricare e compilare l’Application Form qui sotto.

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